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GIOCARE CON LA PIETRA 

Testo a cura di Mario Mazzoleni – Art Director Mazzoleni Art Gallery

Non solo dipinti sulle pagine di Eva 3000,  con questa mia nuova rubrica settimanale spazio anche alla scultura, all’arte dello scolpire e del modellare.

Questo straordinario mondo, la scultura, si divide infatti in due filoni: il “modellato”, quindi la terracotta e il bronzo, dove le mani sapienti dell’artista modellano abilmente la materia, e lo “scolpito” dove è la forza ad emergere, quindi il martello, lo scalpello e gli abili colpi inferti alla pietra dal maestro.

Beppe Borella è l’artista che vi propongo oggi, un bravissimo scultore emergente che gioca con il marmo, con il granito, che si diverte a scolpirlo a martellate dando vita a opere che spesso hanno un ironico significato.

L’arte dello scolpire è senza dubbio affascinante, Borella, maestro bergamasco classe 1972,  sfida la materia e con sapiente tecnica la lavora, arriva a dominare le venature della pietra che, se colpite in modo errato, porterebbero alla rottura e quindi alla “morte” dell’opera.

Scolpire una pietra non è gioco da ragazzi, bisogna sapere dove mettere le mani, è necessario avere nella mente e nell’anima la forma da realizzare e attraverso la forza togliere dal pesante masso le parti superflue.

Non esistono punti di riferimento o linee pre-tracciate, esiste l’immaginazione, il senso della prospettiva, la proporzione visiva e sono queste caratteristiche che rendono il nostro giovane artista un talento da tenere in grande considerazione.

Poi, dopo l’aspetto puramente tecnico, arriva il “senso” dell’opera e qui Borella si diverte.

Non solo opere serie, che rappresentano comunque una parte della sua produzione, ma anche piccoli “giocattoli” in pietra.

Con questo innato senso ironico, ispirato anche dal grande Piero Manzoni, a cui Borella è particolarmente affezionato, ecco il sacco dedicato alla “Casta”, oppure un aeroplano conficcato in una grande nuvola in pietra, un “Puzzle” in marmo di Carrara bianco o ancora i suoi famosi “Smile”, realizzati in diverse misure, dal semplice fermacarte da scrivania ai grandi formati da esterno.

La materia, la forza, l’indistruttibilità della pietra che danno vita invece a delle opere capaci di farci sorridere.

Un nuovo modo di concepire la scultura che non può e non deve essere necessariamente classica o ispirata al passato.

Borella trae dalla storia preziosi insegnamenti ma rivoluziona questo mondo, rendendolo semplicemente “fantastico”.

In this new weekly art column in the pages of “Eva 3000” I write not only about paintings but also about sculpture. The extraordinary world of sculpture is divided into two strands: terracotta and bronze modelling, where the artist’s talented hands model the material, and sculpting, where power emerges through the use of hammer and chisel.

Beppe Borella is an excellent up-and-coming sculptor who works with marble and granite, and who loves morphing these two materials into tongue in cheek works of art.

Sculpting is a fascinating art.

Born in Bergamo in 1972, Borella skilfully defies matter by working it and controlling its veins that, if wrongly hit, could crack and lead to the “death” of the artwork.  

Sculpting is no easy task. 

The artist must be able to use his hands and his strength. He has to know, in his mind and soul, what shape he wants to give to the matter and which parts are superfluous. There are no reference points or pre-traced lines – his imagination and his sense of perspective and proportion make this artist the young talent that he is. 

In his art, Borella mixes technical aspects with ironic meanings, playing with them. Alongside more serious sculptures, he also creates little “toys”. His innate sense of humour, sometimes inspired by the great Piero Manzoni (whom Borella is very fond of) has created works such as “Casta”, the little airplane in a cloud made of stone, his “Puzzle” made of white Carrara marble, and his notorious “Smiles” of different dimensions – amusing works of art born out of strength and indestructibility. 

This is a new way of conceiving sculpture, not necessarily inspired by classical art or by the past. 

Borella finds precious teachings in history but he rebuilds this world making it simply “fantastic”.

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